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Carnevale di Tricarico

08 / 18 febbraio - Tricarico (MT)
Carnevale di Tricarico a Tricarico

Il paese era svegliato, a notte ancora fonda, da un rumore arcaico, di battiti di strumenti cavi di legno, come campane fessurate: un rumore di foresta primitiva che entrava nelle viscere come un richiamo infinitamente remoto; e tutti salivano sul monte uomini e animali. Con queste parole Carlo Levi descriveva il Carnevale di Tricarico nel 1974.

Il Carnevale di Tricarico è caratterizzato dalle maschere delle mucche e dei tori che rievocano l'antica transumanza. In questa festa si avvertono ancora le influenze di antiche civiltà agropastorali del Meridione che si manifestano in maniera spettacolare.

Riti di fertilità, l'avvio di un nuovo ciclo agricolo, il risveglio della natura e la cacciata del vecchio, il legame con il bosco e la transumanza sono tutti temi custoditi in questa festa. Insieme alle tradizioni agropastorali riconosciamo anche le influenze della civiltà cristiana legate soprattutto all'imminente Quaresima.

A Tricarico alcune maschere hanno le sembianze di Vacche o Giovenche, atri di Tori. Le prime sono ricoperte di nastri multicolori (in passato di pelli), i secondi indossano abiti e maschere nere, tutti sono governati da un Vaccaro. Ogni maschera ha un campanaccio, tori e mucche si possono distinguere dal suono e dalla forma di questo.

I campanacci risuonano tutti insieme creando un ritmo confuso e un'atmosfera caotica, i cittadini sentono questi suoni mentre la mandria attraversa il paese. A questa rumorosa carovana si uniscono il Conte e la Contessa, maschere che rappresentano famiglie nobili al seguito del proprio bestiame durante la transumanza

La sfilata del 17 gennaio
La mandria si raduna nella chiesetta di Sant'Antonio Abate prima dell’alba del 17 gennaio, dopo aver compiuto tre giri propiziatori intorno alla chiesetta si avviano verso il borgo di Tricarico. Vaccari, Tori e Mucche si dispongono secondo uno schema fisso ma i Tori non rispettano l'ordine di marcia, si avvicinano alle mucche e mimano la monta, i vaccari li tengono lontani anche a colpi di bastoni e mantengono ordinato il corteo.

Dopo aver attraversato i quartieri della Rabatana, della Saracena e della Civita si fermano tutti nella piazza del paese, il primo giro di questua del Carnevale è concluso. Gli abitanti offrono vino, salumi e formaggi. Con il cibo raccolto durante la questua si consuma la sera in una festa allietata dalle serenate con cubba-cubba e fisarmoniche.

La domenica che precede il Martedì Grasso (11 febbraio 2018)
Una sfilata simile alla precedente si terrà la domenica che anticipa il Carnevale: dopo il pranzo di gruppo e la sfilata pomeridiana accompagnata da carri, tra i quali quello di Quaremma (Quaresima), l'enorme fantoccio di Carnevale viene bruciato in piazza Garibaldi mentre Quaremma piange la sua morte e attacca tutti con la sua satira pungente.

Le maschere
La maschera della Mucca è costituita da un cappello a falda larga coperto da un foulard colorato e da un velo bianco che copre completamente il volto insieme a lunghi nastri multicolori che scendono fino alle caviglie. L'abito è completato da calzamaglie e mutuandoni di lana, di colore chiaro, anch'essi decorati con nastri dai colori sgargianti legati intorno al collo, ai fianchi, alle braccia e alle gambe.

La maschera del Toro è simile, ma si distingue per il colore nero di tutte le sue parti (calzamaglia, velo, foulards, nastri). Gli unici nastri rossi che scendono per il corpo servono a rendere l'aspetto più minaccioso. Ogni maschera ha un campanaccio, diverso nella forma e nel colore a seconda che si tratti di mucche o tori.


Per maggiori informazioni

Pagina Facebook Pro Loco Tricarico


Ultima modifica 18/01/2018 ore 11:56
Foto: Lucania Siena


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