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La Foresta che cammina, Carnevale di Satriano di Lucania

08 / 11 febbraio - Satriano di Lucania (PZ)
La Foresta che cammina, Carnevale di Satriano di Lucania a Satriano di Lucania

Il Carnevale di Satriano di Lucania ha tre protagonisti: l'Orso (Urs), l'Eremita (Rumit) e la Quaresima (Quaremma). Tanto caratteristico quanto misterioso, questo carnevale è uno dei pochi riti arborei arrivati a noi ancora integri. Questa festa popolare è rimasta intatta dopo secoli, e insieme al Carnevale di Tricarico è tra le rappresentazioni folcloristiche più importanti della Basilicata e dell'Italia.

Questa festa viene anche chiamata la "Foresta che cammina" perché sfilano per le strade del borgo immerso ne Parco nazionale dell’Appennino lucano uomini vestiti da alberi.

I Rumit sono i primi a sfilare, la domenica prima del Martedì Grasso. La sfilata principale del Carnevale di Satriano Lucania si tiene il Giovedì Grasso quando sfilano tutte le maschere tradizionali e il corteo della Zita. Partecipano anche animali, piante della foresta e carri allegorici non motorizzati, prendono parte alla festa anche gruppi folcloristici di musica e teatro.

La sfilata di Carnevale del Giovedì Grasso.
Durante la festa ogni personaggio ha un ruolo diverso, l'Eremita punzecchia la gente con un bastoni su cui è fissato un pungitopo, l'Orso, invece, incute timore con la sua mole e il suo carattere selvaggio, cerca anche di stordire tutti con il suono del suo campanaccio. Quaremma cammina lenta tra la gente, nel suo volto non c'è allegria nonostante la festa gioiosa.

Il corteo della Zita.
Alla tradizionale sfilata dell'Orso, dell'Eremita e della Quaremma si aggiunge anche quello della Zita, un corteo nuziale che riproduce il matrimonio contadino. 'A Zita (la sposa) viene accompagnato da lu Zit (lo sposo), entrambi sono seguiti dal prete, dai chirichetti e dagli invitati. Il corteo nuziale percorre le strade del paese ballando e giocando, i ruoli sono invertiti: le donne impersonano i ruoli maschili e gli uomini quelli femminili.

Le origini.
Questa festa affonda le proprie radici nelle tradizioni della città di Satrianum, antica roccaforte Normanna, oggi parco archeologico. In periodo medievale la gente viveva frequenti carestie mentre intorno alla città si insediavano ricchi signori (soprattutto francesi) e popoli stranieri che condizionavano la vita degli abitanti. La figura dell'Orso nacque per identificare in un simbolo l'uomo ricco e fortunato contrapposto all'Eremita, l'uomo povero, e alla Quaresima, anziana signora colpita dalla malasorte. Ogni maschera rappresenta una condizione sociale, un modo diverso di vivere.

Le maschere tradizionali.
Gli orsi (urs) - sono vestiti con pelli di capra o pecora, la loro maschera rappresenta il successo e la fortuna. Il significato della maschera è cambiato nel tempo, se inizialmente rappresentava ricchi nobili, nel dopoguerra è stato associato agli emigrati che hanno fatto fortuna e ritornano arricchiti. Gli orsi sono muti, non parlano più la lingua del paese e vengono accompagnati da un pastore che li tiene a bada. I loro campanelli e campanacci fanno rumore e incutono timore.

Gli eremiti (rumit) - sono gli uomini vegetali, gli alberi vaganti. Questa maschera silente è avvolta in un abito fatto di foglie, rami e rampicanti. Rappresenta la povertà e si contrappone agli orsi, l'eremita è rimasto fedele alla sua terra anche se in povertà e costretto a costruirsi un rifugio nel bosco.

I Rumit girano per il paese la domenica prima del Martedì Grasso, strisciano il loro bastone (fruscio) alle porte e rimangono in silenzio. Chi riceve la sua visita gli dona quel che può in cambio di un buon auspicio. In origini aveva lo spirito di un Francescano, dopo la grande emigrazioni del dopoguerra è stato associato al satrianese rimasto in paese, povero e anonimo. Oggi giovani satrianesi utilizzano questa maschera per lanciare un messaggio ecologista, per ristabilire un nuovo rapporto con l'ambiente, più rispettoso ed equilibrato.

Quaresima (Quaremma) - un manto nero la copre, sul capo ha una culla dentro cui riposa il figlio concepito durante il Carnevale. Secondo tradizione, il bambino rappresenta il Carnevale ormai finito. La Quaremma è interpretata sia da donne che da uomini, rappresenta le difficoltà delle signore del passato che portavano grossi sacchi sua testa. Questa maschera procede per il paese con un passo dimesso e malinconico.

Carnevale di Satriano di Lucania 2018
Due giornate di apertura: 8 febbraio con il Carnevale dei bambini e il 9 Febbraio con una festa in maschera di gruppi a tema.

Si entra nel vivo della festa sabato 10 Febbraio, con il corteo nuziale del Matrimonio con lo scambio dei ruoli (i maschi fanno le femmine e viceversa), la sfilata delle maschere tradizionali dell’Orso, della Quaresima e dei carri ecologici non motorizzati.

Domenica 11 Febbraio è il giorno del Rumita. Dalle prime luci dell’alba alcuni uomini albero, spontaneamente, usciranno dal bosco coperti di edera e andranno di casa in casa a lasciare un buon auspicio in cambio di un dono. Nel pomeriggio è previsto l’appuntamento imperdibile con la Foresta che cammina che, partendo dal Bosco Spera, colorerà di verde le strade del paese.


Per maggiori informazioni

Sito della Regione Basilicata - Sito di Satriano di Lucania


Ultima modifica 17/01/2018 ore 12:11
Foto: Basilicata turistica


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